Aggressione da parte di cani randagi
«La persona danneggiata da un cane randagio che intenda agire per il risarcimento ha l’onere di provare la colpa della pubblica amministrazione ed il nesso di causa tra questa e il danno patito. La colpa non può desumersi dalla mera aggressione, ma solo dalla dimostrazione della insufficiente organizzazione del servizio di prevenzione del randagismo. Solo una volta fornita questa prova, il nesso di causalità potrà dirsi sussistente, anche in base alla teoria della concretizzazione del rischio.»
I fatti di causa
In un piccolo Comune della Puglia, una donna viene aggredita da un branco di cani randagi mentre cammina su una pubblica via. Subisce morsi e lesioni con postumi permanenti. Chiede il risarcimento dei danni al Comune e all'Azienda sanitaria locale (ASL), sostenendo che:
- il Comune non avrebbe garantito la sicurezza sulle vie pubbliche;
- non si sarebbe dotato di un canile;
- la ASL, competente per la cattura dei cani, non avrebbe svolto adeguatamente le proprie funzioni.
Rigetto della domanda in primo e secondo grado
I giudici di merito respingono la richiesta. In particolare, evidenziano che:
- non è sufficiente provare l’aggressione da parte dei cani;
- la danneggiata non ha dimostrato alcuna condotta colposa da parte del Comune o dell’ASL;
- manca la prova del nesso causale tra una condotta omissiva degli enti e l’evento dannoso.
La Cassazione conferma: nessuna responsabilità automatica per i danni da randagismo
La Suprema Corte respinge il ricorso della donna e chiarisce alcuni principi fondamentali:
✅ 1. Nessuna presunzione di colpa
Non si applica alcuna presunzione di responsabilità in caso di danni causati da cani randagi: non è sufficiente il fatto che l’aggressione sia avvenuta per imputare automaticamente la colpa agli enti pubblici.
✅ 2. Riparto delle competenze
- In base alla legge regionale pugliese, la cattura e il ricovero dei cani randagi è compito della ASL, non del Comune.
- I Comuni sono tenuti alla gestione dei canili, ma non alla cattura degli animali.
✅ 3. La responsabilità della pubblica amministrazione è colposa, non oggettiva
Per ottenere il risarcimento, il cittadino deve provare:
- l’esistenza di un obbligo legale in capo all’ente;
- una condotta omissiva o inadeguata rispetto a tale obbligo;
- il nesso causale tra l’omissione e il danno (teoria della concretizzazione del rischio).
Non basta, quindi, dimostrare che il danno si è verificato per mano di un cane randagio: serve provare che l’ente non ha svolto adeguatamente il servizio di prevenzione, ad esempio:
- nessuna risorsa destinata alla lotta al randagismo;
- servizio di cattura inefficiente, inesistente o solo “sulla carta”.
Scopri anche
TUN o Tabelle Milano per sinistri post 05 marzo 2025
Il Tribunale di Milano (ordinanza n. 4915/2025)Trattore colpisce vettura con falciatrice
Trattore colpisce auto con pietra laciata da rotofalciatrice. R.C. Auto operativa anche se il veicolo non è in movimento.Terzo trasportato in incidente con unico veicolo
Risarcimento, concorso di colpa e cinture di sicurezza (Trib. Matera, sent., 14 maggio 2024 G.I. Dott. Franco)Spese mediche in strutture private
Non vanno escluse solo perché non si è ricorso al SSN (Cass. civ., sez. III, sent., 23 ottobre 2023, n. 29308).Sinistro mortale
Responsabilità dei conducenti e limiti della copertura assicurativaRifiuto di fornire un campione di urina: non sempre è reato
(Cass. pen., sez. IV, ud. 13 giugno 2024, (dep. 26 luglio 2024), n. 30617)Tutela del trasportato prescinde dalla responsabilità dei conducenti
Sinistro con trasportata ferita: l'assicurazione del vettore può rivalersi anche sul Fondo di Garanzia (Cass. civ., sez. III, ord., 7 febbraio 2025, n. 3118)Investimento doloso in area privata:
L’Assicurazione R.C. Auto risponde verso il terzo danneggiato (Cass. civ., sez. III, sent., 17 aprile 2024, n. 10394)Incendio in box condominiale
Responsabilità del custode anche senza prova dell’innescoAmbulanza con sirene accese passa col rosso e investe motociclisti
Confermata la condanna all’autista (Cass. pen., sez. IV, ud. 21 novembre 2023 (dep. 1 febbraio 2024), n. 4316)Accesso agli atti per fini difensivi
Il cittadino ha diritto ai documenti sul sistema di videosorveglianza (TAR Lazio, sez. II bis, sent., 26 novembre 2024, 21164)Vedi di più